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Monumentum

Mithraeum of Naples

The Mitreo della crypta neapolitana was used a des legends about its use, from a cult place devoted to Priapus to celebrate Aphrodite.
 
 
Mithraeum.eu
24 Dec 2020
 

Entrance to the Crypta Neapolitana.
Armando Mancini

 
La leggenda narra che la galleria sia stata realizzata magicamente da Virgilio in una sola notte, col ricorso alla sua potente arte magica, ma, come narra Strabone, fu realizzata da Lucio Cocceio Aucto per volere di Marco Vipsanio Agrippa, come parte di un complesso militare comprendente anche il Portus Iulius e altre gallerie simili (le cosiddette Grotta di Cocceio e Crypta Romana).

A differenza delle altre gallerie flegree, che al termine della Guerra civile tra Ottaviano e Marco Antonio caddero in disuso, la Crypta Neapolitana continuò ad essere utilizzata per scopi civili, anche se per molti, come narra Seneca, era angusta, buia, polverosa e opprimente. In realtà non è angusta bensì gigantesca, a a chi soffre di claustrofobia una galleria è sempre soffocante.

Si tratta invece di una straordinaria opera di ingegneria, che, secondo Petronio, nel I sec. era dedicata a Priapo, per il quale si celebravano cerimonie misteriche e riti orgiastici; pare anche che in età magno-greca, nella crypta si celebrassero feste in onore di Afrodite, durante le quali vergini e spose infeconde partecipavano a pratiche sessuali propiziatorie.

Però durante i lavori eseguiti sotto la dominazione spagnola fu ritrovato un bassorilievo rappresentante Mitra Tauroctono tra il sole e la luna, del III-IV secolo, attualmente conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Ciò fa supporre che la crypta fosse utilizzata come mitreo, e infatti nei pressi della crypta erano presenti pozzi e balnea e, per di più.

La galleria era orientata in modo che negli equinozi il sole fosse perfettamente allineato tra i due ingressi all'alba e al tramonto, così che in quei momenti la galleria insolitamente si illuminava.

I riti misterici di Mitra non potevano mancare in una zona militare, ma poi furono sostituiti dai riti del Cristianesimo, che tuttavia mantenne parte delle immagini mitraiche. Infatti per vari secoli il cristo in croce fu raffigurato tra sol e luna, come Mitra.

Recenti scavi hanno portato alla luce una lapide marmorea con dedica:
"Onnipotenti deo Mithrae
Appius Claudius Terronius
Dexter VC dedicavit"

https://www.romanoimpero.com/2010/07/i-mitrei-romani.html

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